Il disturbo maschile dell’erezione
Il desiderio bloccato

Che cos’è l’erezione?

L’erezione è un fenomeno psicofisico che consiste nell’aumento di volume e nell’inturgidimento del pene in conseguenza ad una stimolazione; grazie ad un’importante vasodilatazione, il pene passa dalla condizione di riposo allo stato di turgore. L’erezione peniena la più evidente trasformazione di un organo del corpo umano. L’erezione può essere indotta da una stimolazione locale genitale, ma anche da uno stimolo centrale (visivo, uditivo, olfattivo, gustativo…) ricevuto dal cervello o anche generato direttamente da esso; in questo secondo caso parliamo di erezione psicogena.

L’erezione del pene, e il suo mantenimento per un certo periodo di tempo, è una condizione fondamentale per il completamento dell’atto sessuale in maniera soddisfacente per la persona stessa e il/la partner.

Che cos’è la disfunzione erettile?

Con disfunzione erettile intendiamo l’impossibilità di raggiungere, o di mantenere, un’adeguata erezione fino al completamento dell’attività sessuale, anche a fronte di adeguata stimolazione fisica, erotica o immaginaria; questa situazione crea un importante disagio e difficoltà relazionali. Infatti, nel caso in cui l’uomo non sia in grado di raggiungere o mantenere l’erezione, viene a compromettersi l’esito del rapporto sessuale; l’uomo finisce così per assumersi tutta la responsabilità del cattivo esito del rapporto, rimanendo imbrigliato in un circolo vizioso di ansia.

Alla base di un deficit erettivo possono esserci patologie organiche (ormonali, gonadiche, ecc.) o assunzione di farmaci; altre volte, le cause sono ricondotte a situazioni non fisiche in cui l’ansia da prestazione -innescata da una propria disistima sessuale, da un senso di inadeguatezza, da inesperienza, ecc.- è sufficiente a determinare la problematica.

La prevalenza del disturbo maschile dell’erezione è ancora incerta a causa delle diverse definizioni e dei diversi strumenti utilizzati per calcolarla; comunque, si ritiene che questo problema riguardi tra il 10 e il 30% della popolazione maschile.

Componenti organiche

Uno dei principali problemi quando si affronta una disfunzione erettile è il comprendere se si tratti di difficoltà di erezione psicogena o di cause organiche. Ci sono infatti molte patologie organiche, ma anche l’assunzione di diversi farmaci, che possono indurre problemi di erezione. Per non peggiorare il circolo vizioso di ansia nell’uomo, è importante che lo specialista si focalizzi sull’analisi di eventuali problematiche organiche per escluderne il coinvolgimento.

Alcune patologie correlate a possibili problematiche di erezione sono, per esempio, i disturbi cardiaci, l’ipertensione, il diabete mellito e problemi ormonali come bassi livelli di testosterone o l’iperprolattinemia (un aumento del livello di prolattina nel sangue).

Secondo i ricercatori, tra tutte le problematiche di disfunzione erettile, il 40% è imputabile a cause organiche, un altro 40% è imputabile a cause psicogene e il restante 20% ha un’eziologia mista; con eziologia mista intendiamo tutti quei casi di problematiche erettive in cui uno o più fattori organici (per esempio, il diabete) va ad instaurarsi insieme ad una problematica psicologia (per esempio, un’ansia da prestazione) contribuendo alla disfunzione. In questi casi, una terapia psicologica è comunque indicata per risolvere la componente psicologica e relazionale del problema.

Componenti psicogene

La componente psicologica (legata a problematiche di coppia, insicurezze, inadeguatezze…) ha generalmente una comparsa improvvisa ed è più prevalente in giovane età. Questo tipo di deficit è più spesso transitorio nel tempo e relativo, cioè legato ad alcune situazioni sessuali ma non ad altre.

Più comunemente, la presenza di pensieri ansiogeni di vario tipo impedisce l’attenzione e la focalizzazione verso le sensazioni indotte dalle stimolazioni esterne (visive, uditive, tattili, olfattive, e gustative); questo blocca anche l’elaborazione e il mantenimento di fantasie sessuali eccitanti. A questa “distrazione” si va ad aggiungere una focalizzazione sul compito sbagliata, cioè i soggetti con problemi di erezione spesso tendono a focalizzarsi sulle conseguenze di una prestazione non adeguata (eventuali derisioni, critiche…) invece di focalizzarsi sugli stimoli sensoriali e le sensazioni erotiche che accompagnano il rapporto sessuale.

Secondo Helen Kaplan, ci sono varie componenti che contribuiscono alla presenza di problematiche di erezione psicogena:

  • Timore dell’insuccesso, a seguito di fallimenti che sono stati notati e drammatizzati; questi inducono una forte preoccupazione circa la riuscita di tutti i rapporti sessuali successivi.
  • Timore di essere abbandonato o di non essere amato a seguito di eventuali prestazioni sessuali non adeguate
  • Incapacità di abbandonarsi alle proprie sensazioni corporee, a causa di un’eccessiva intellettualizzazione (cioè una focalizzazione sugli aspetti relazione rispetto a quelli fisici ed emotivi) o per una concezione troppo astratta di quello che è un rapporto sessuale
  • Eccesso di coinvolgimento e/o novità, perché queste situazioni creano ansia da prestazione
  • Mancanza di coinvolgimento e/o novità
  • Stress in generale, anche di altri ambiti della vita (per esempio il lavoro o la condizione economica)

A queste dobbiamo aggiungere che eventuali problematiche di erezione possono anche conseguire ad un’educazione repressiva o iper-religiosa, che ha finito per connotare la sfera della sessualità come negativa o peccaminosa.

Conseguenze sull’equilibro di coppia

Una delle caratteristiche delle problematiche di origine psicogene è che questa condizione si manifesta molto più spesso durante il rapporto sessuale rispetto all’autoerotismo, e quindi finisce per avere un forte impatto psico-relazionale sulla coppia.

L’uomo finisce per assumersi da solo l’onere e la responsabilità del buon esito del rapporto sessuale, e questo crea un meccanismo mentale che lo imbriglia in un ruolo che lo pretende sempre attivo e pronto. La donna, dalla sua parte, deve gestire una forte frustrazione, cercando di peggiorare l’ansia di quest’ultimo. Il quadro che ne deriva può avere un effetto così forte da compromettere il futuro sessuale personale dell’uomo ma anche della coppia.

Un fattore prognostico positivo è la capacità della coppia di riuscire ad inquadrare in modo realistico e non drammatico la situazione; se la coppia regge ed è in grado di gestire la frustrazione, il miglior intervento è proprio partire dalla coppia, sorreggendola e aiutandola a migliorare la comunicazione verbale ma anche quella gestuale-affettiva.

Cosa fare?

La disfunzione erettile è un problema da non sottovalutare, ma che può essere risolto! Ricordati sempre di:

  • Farti guidare dal tuo corpo e dalla tua istintività
  • Ascoltare le tue sensazioni, non la tua testa
  • Concentrarti sul piacere e sullo stare insieme
  • Non pensare all’orologio! Non esiste un tempo giusto o sbagliato per un rapporto sessuale

Nel prossimo articolo, approfondiremo più nel dettaglio gli aspetti da prendere in considerazione per affrontare al meglio questa problematica.

Dott. Francesco Artegiani

Riceve su appuntamento a Perugia
(+39) 347 6449741
francescoartegiani@gmail.com

Per approfondire:
  •  Abraham G, Pasini W Introduction nà la sexologie médicale, 1974, Parigi, Payot.
  •  Ronald W. Lewis, Kersten S. Fugl-Meyer, R. Bosch, Axel R. Fugl-Meyer, Edward O. Laumann, E. Lizza, and Antonio Martin-Morales, Epidemiology/Risk Factors of Sexual Dysfunction, in Journal of sexual Medicine, vol. 1, nº 1, 2004, pp. 35–39. URL consultato il 2 febbraio 2007.
  • Daniele Bonanno, Michetti Paolo Maria, Rossi Roberta, Simonelli Chiara, Regulation of emotions, alexithymia and male sexual well-being, in Sexologies, vol. 17, nº 1, 2008, pp. S116-S117. URL consultato il 4 gennaio 2010.
  • Bonanno D. Michetti P., Bonanno Daniele, Rossi Roberta, Male sexuality and regulation of emotions: a study on the association between alexithymia and erectile dysfunction 

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