I sogni son desideri

Visioni di mondi paralleli

Quando ci svegliamo la mattina, per qualche minuto ci troviamo in quella terra di mezzo, come su una nuvola, dove i sogni sono ancora lì con noi tra il mondo interno e quello esterno, tra il sonno e la veglia. Lentamente ci sentiamo sempre più a contatto con la terra, le immagini oniriche evaporano e se non diamo loro un minimo di attenzione spesso sembrano svanire nell’aria come un fumo; ma non è proprio così, i sogni non scompaiono mai del tutto, anzi alcuni sono destinati a ripetersi (in tal caso son legati ad eventi traumatici).

 

A quel punto della mattina noi siamo pronti per farci la doccia, il sogno l’abbiamo più o meno lavato via, quindi ci prepariamo e usciamo proiettati verso l’esterno. Inizia così la nostra giornata all’insegna del fare, dove affrontiamo piccole o grandi sfide con le risorse che abbiamo. Facciamo e progettiamo di fare per rendere il quotidiano prevedibile e stimolante, per sentirci cittadini del mondo, proseguiamo fino all’ora di andare a dormire.

 

Poi iniziamo a dormire e il sogno ci sa portare altrove interrompendo quella continuità logica che troviamo nelle nostre giornate. Il sogno non è solo una pausa dalla linearità degli eventi del quotidiano piuttosto inserisce un contatto forte e senza scampo con la dimensione dell’inconscio e quindi del vissuto emotivo. Così i contenuti onirici non ci portano in mondi lontani ma ci avvicinano a conoscere il nostro di mondo.

 

In questo senso il lavoro sul sogno è un’occasione per avere un contatto autentico con la propria dimensione interna, per accogliere qualcosa di più di noi stessi rispetto a tutto quello che riusciamo a riconoscere alla luce del giorno. A volte risulta essere tra i modi più efficaci di intervenire sulle emozioni quando si manifestano sintomi apparentemente inspiegabili, perché porta il soggetto a guardarsi a uno specchio interno e a parlare davvero di sé (per un maggiore approfondimento si rimanda all’articolo “Il sogno come messaggio - dalle immagini oniriche al cambiamento”).

Infatti, contro ogni aspettativa il sogno non propone frequentemente immagini tutte incentrate sul presente, ma contenuti del presente e del passato mescolati insieme inserendo, per esempio, personaggi che abbiamo incontrato da bambini nel luogo di lavoro dove siamo stati stamani.

 

Ne "L'Interpretazione dei Sogni", Freud propone di fare attenzione ad alcune caratteristiche dei sogni a partire dai dettagli apparentemente insignificanti che ci ricordiamo al risveglio. Questo perché quello che per noi può essere importante non è tanto il contenuto manifesto di un sogno, ma quello latente, ovvero quello reale che può emergere a partire da un lavoro con le libere associazioni. Spesso i dettagli rappresentano indizi importanti per guidare questo lavoro tra ricordi, emozioni e associazioni. Inoltre, a volte il contenuto latente risulta essere il contrario di quello manifesto; per esempio, il sogno di venire licenziati dal lavoro può nascondere il desiderio di lasciare il lavoro, e così in altre situazioni anche relazionali (es.: venire lasciati - voler lasciare). Ovviamente, non ci sono esempi generalizzabili, ogni sogno acquista un senso con la storia del paziente e con le sue parole e nessuna interpretazione è ripetibile.

 

Chiudiamo proponendo un’associazione tra l’esperienza del sognare e quella della fruizione artistica. In entrambe le esperienze vi è uno stacco dalla continuità del presente e dalle identificazioni del sé a favore di un maggior focus sul proprio vissuto emotivo nella sua contraddittorietà. L’opera d’arte entra in risonanza con il mondo interno del soggetto e lo fa vibrare. Il piacere che si prova nella contemplazione estetica ha a che vedere con il riconoscersi e l’evadere grazie alla bellezza. Ricordiamo che in ogni sogno vi è un tentativo

di rispecchiamento e che anche nel più terribile si nasconde un desiderio. Come si rovescia un incubo per comprendere in che prospettiva può emergere il desiderio del sognatore?

 

 

Per Approfondire

 

 

Freud, S. (1952). Interpretazione dei sogni. Roma, Astrolabio

 

Recalcati, M. (2007). Elogio dell'inconscio: dodici argomenti in difesa della psicoanalisi. Bruno Mondadori

 

Dott.ssa Clarissa Cavallina

 

(+39) 333 2492898

clarissa.cavallina@libero.it