"Non si torna indietro. Per questo è difficile scegliere. Devi fare la scelta giusta, ma finché non scegli, tutto resta ancora possibile"

 

Tra le alternative, Netflix, la compagnia operante nella distribuzione via Internet di serie TV, film e documentari, propone Mr Nobody che a dir la verità ho scartato più volte semplicemente per una questione di attrattività, pensando che il film in questione non appartenesse ai generi che piacciono a me.

Alla fine l'ho scelto e ho fatto la scelta giusta. Non mi cimenterò in una critica cinematografica del prodotto in quanto non è di mio interesse e soprattutto di mia competenza, ma il film si connota di un giudizio positivo in quanto permette una vasta gamma di riflessioni e abbraccia diverse tematiche.

 

Attraverso il protagonista, che in una scena del film dice di non esistere, lo spettatore può rivivere alcuni momenti cruciali della propria vita in cui ha dovuto prendere una decisione importante.

Il film parla dell'importanza del momento della scelta. Il protagonista, l'unico mortale rimasto sulla terra, dopo che la specie umana ha conquistato l'immortalità grazie ad una rivoluzionaria scoperta scientifica dal nome telomerizzazione, ci mostra il ventaglio di possibilità che ha avuto l'opportunità di vivere e sperimentare portando lo spettatore in un teatro di ambiguità e flashback difficili da seguire ma più che altro è difficile capire quali tra gli eventi possibili siano accaduti realmente.

Ma Mr Nobody non esiste e tutte le vite che ha vissuto, gli amori trovati e ritrovati possono essere possibili a partire da quel momento in cui ha dovuto scegliere con chi rimanere tra i suoi genitori: la scena si svolge in una stazione ferroviaria in cui sono posizionati su un binario tre persone (padre, madre e figlio di 9 anni) che sembrano attendere un treno ma che non tutti sono destinati a prendere, in quanto la coppia ha deciso di separarsi e ora chiede al figlio Nemo (il vero nome di Mr Nobody) di scegliere se rimanere con il padre in Inghilterra o partire con la madre che si trasferirà in Canada.

Ad ogni scelta sussegue un evento che è l'esito del processo decisionale che ci conduce a scegliere, appunto. Ed è qui che nasce il conflitto, il prezzo da pagare in cambio della libertà di scegliere. La scelta che il piccolo Nemo è costretto a prendere è l'esempio estremo di quanto può essere difficile scegliere tra diverse opzioni, ognuna delle quali possiede caratteristiche allettanti. In realtà, nel caso del film, la responsabilità che cade sul protagonista è impensabile perché non può scegliere se vivere con la mamma o con il papà, per altro non ha tempo per farlo e il treno che potrebbe portare la madre lontano da lui è sul binario. Egli non può analizzare tutte le variabili in un processo decisionale dove la scelta è impossibile, e ognuna di essa porterebbe ad un rimpianto, che ogni individuo può sperimentare quando si accorge che la scelta sarebbe stata migliore se avesse deciso in maniera differente. Il sentimento di regret è legato alla perdita dell'opportunità e finché non si sceglie ogni cosa rimane possibile; ecco perché spesso rimaniamo fermi a non prendere decisioni finché si può arrivare a non scegliere, il che rappresenta pur sempre un opzione. Dunque il conflitto può essere legato al desiderio, cioè a quella spinta che ci porterebbe ad appropriarsi di tutte le alternative possibili e attraenti per poterle almeno provare e non perdere nemmeno un'opportunità di estendere i confini di chi già siamo. Perché il desiderio è legato alla realizzazione di sé e al rischio di sbagliare ma scoprirsi diversi. E più le alternative sono affascinanti e più è difficile scegliere tra le opportunità disponibili.

Il Nemo di 117 anni, mortale e che compare all'inizio del film riesce a raccontare allo pasicoanalista, per merito dei ricordi emersi per l'utilizzo della tecnica dell'Ipnosi, quell'episodio del treno da cui poi si diramano differenti vite che quel bambino di 9 anni vivrà poi da ragazzo, interpretato dall'attore Jared Leto. Lo stesso bambino che dichiara di aver scelto lui stesso i genitori tra diverse coppie proposte, per divenire il figlio di due giovani che al colloquio hanno raccontato la storia di come si sono conosciuti e se vogliamo come si sono scelti: un incontro fortuito e apparentemente insignificante (alla caduta di lui segue il soccorso di lei) che ha portato loro ad innamorarsi l'uno dell'altra (the butterfly effect).

Il protagonista si troverà sempre dinanzi a diverse scelte che condurranno la sua vita in una direzione piuttosto che un'altra, con tutte le implicazioni emotive che essa comporta, come l'angoscia dell'ignoto nata dall'incertezza di non sapere come andranno le cose ma anche l'angoscia di avere in mano il potere di scelta.

L'angoscia e la paura di commettere un errore da cui dipenderà l'avvenire e da cui dipende la nostra esistenza. Tanto più le conseguenze potenziali sono gravi e più le emozioni sono intense.

Le nostre reazioni dipendono dalla comparazione che più facilmente ci viene in mente; nella scena del treno la comparazione è posta all'improvviso senza che il soggetto possa avere margine di pensiero né rispetto a ciò che accadrà né rispetto a ciò che sta accadendo. É ciò che accade spesso nella vita di ogni individuo: gli eventi ci travolgono violentemente bloccandoci in una posizione paralizzante in cui non sappiamo cosa fare, mentre il tempo continua a scorrere. Nel non sapere che cosa fare spesso non si sceglie oppure, si fa ricorso al ricordo e si mettono in atto quei comportamenti che in passato hanno condotto a dei buoni risultati, con il rischio però di utilizzare script comportamentali standard non adatti ad una nuova situazione, convincendoci dell'efficacia di quella scelta per l'effetto positivo prodotto in passato.

Gli individui tendono spesso a ridurre lo stato di incertezza in cui agiscono allo scopo di esercitare controllo sull'ambiente mediante la ritualizzazione o il pensiero magico: modelli comportamentali o strategie già utilizzate e che hanno avuto successo, vengono riprodotte in contesti diversi (la superstizione del piccione, di cui il film parla nella fase d'inizializzazione). Può essere lo stesso meccanismo che ci porta a decidere ciò che è normale escludendo ciò che potenzialmente è capace di produrre emozioni: la risposta affettiva ad un evento accresce se le cause scatenanti sono anormali per l'individuo che ne è protagonista, assicurandosi così che le condizioni di una certa situazione non cambino.

 

“noi viviamo solo conoscendo qualcosa del futuro; i problemi della vita o almeno della condotta derivano dal fatto che noi ne conosciamo troppo poco” (F.H. Knigt).

 

Il tempo è una variabile fondamentale che aumenta il senso di angoscia quando percepiamo che esso passi troppo velocemente mentre noi siamo fermi a decidere che cosa fare, quel tempo che va in un'unica direzione e che non torna indietro; tanto che il film pone l'accento su quanto il passato influenzi il futuro attraverso il ricordo, ed è a questo punto che la pellicola introduce un tema fondamentalmente esistenziale: quanto la scelta mette in gioco la nostra esistenza; dunque è difficile scegliere perché non sappiamo come andrà e che aspetto avrà la nostra vita futura.

Inoltre scegliere è anche rinunciare ed equivale a perdere un'opportunità; come spesso abbiamo la nostalgia del passato, in questo modo potremmo provare la nostalgia di quello che sarebbe potuto accadere.

Nei ricordi di Mr Nobody, Nemo nasce e ogni volta, a prescindere dalla scelta fatta, muore in tutte le occasioni e il regista utilizza sempre lo stesso simbolo, cioè l'acqua che rappresenta tutto ciò che scorre e che è vitale, indicando un divenire che trascende dalla finitezza dell'essere umano.

 

                                                       "Io non ho paura di morire, ho paura di non vivere abbastanza".

 

L'uomo nel film appare come protagonista del proprio destino nonostante gli esiti negativi a cui le scelte dell'individuo portano, spesso, se non sempre dettate dalle emozioni.

Nemo vive vite e relazioni d'amore differenti, i problemi relazionali sono diversi tra loro ma è palese l'importanza dell'amore per la vita di ogni essere umano.

Lo stato emotivo funge da filtro attentivo: i soggetti in particolari condizioni emotive filtrano gli stimoli focalizzando l'attenzione su aspetti della situazione legati al loro stato d'animo, così l'esperienza emotiva influisce sui processi di pensiero, di giudizio e di decisione. Tra l'altro, le nostre reazioni emotive si manifestano con maggiore intensità quando sono il risultato di eventi prodotti dall'azione piuttosto che dalla non azione.

 

Sorge un dubbio: l'uomo è artefice del proprio destino o semplicemente pensa di esserlo e fino a che punto il libero arbitrio opera sul destino? L'importanza del prendere una decisione deriva proprio da questo punto cruciale perché è proprio attraverso l'atto di decidere che l'uomo può direzionare il proprio destino.

 

Mr Nobody è la figura che prende sempre e comunque decisioni. Sceglie di scegliere.

Mr Nobody esiste, esiste in ognuno di noi.

 

 

 

 

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Dott.ssa Ilaria Pellegrini

Riceve su appuntamento a Roma e Pomezia(+39) 3897972535

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Per approfondire:

 

 

"Psicologia della decisione" B. Rumiati e N. Bonini