Il legame maturo

Superare i confini del Sè

 

Foto da "Eyes Wide Shut" (Stanley Kubrik, 1999).

 

La capacità di innamorarsi rappresenta un pilastro importante nella vita dell'individuo e fondamentale non solo per la relazione di coppia ma per un soddisfacimento reale nel legame con il proprio Sé.

Tollerare l'innamoramento permette la creazione di un legame forte e implica la potenzialità di stabilire una relazione oggettuale profonda.

Utilizzo la parola tollerare perché sappiamo quanto possa essere pericoloso immergersi in un mondo di condivisione e fusione con il rischio di perdere la propria identità quando perdiamo il controllo di noi stessi nel momento in cui ci sono in gioco i sentimenti: senza la ragione non sappiamo più chi siamo o forse siamo davvero noi stessi. Essere innamorati implica allo stesso tempo un'esperienza di lutto perché si rinuncia a parti di sé che si vanno a scoprire diversi nel rapporto con l'altro e percepiamo che non possiamo essere sempre gli stessi. Ciò implica una perdita di sicurezza di stati dell'Io che porta però all'acquisizione di sensazioni piacevoli, dirompenti, incontrollabili di cui non possiamo fare a meno. Un processo di lutto che, in una relazione matura, è connesso al concetto di crescita e di diventare indipendenti perché se la relazione è sana vuol dire che siamo stati in grado di rinunciare a vecchi investimenti libidici che non ci hanno permesso di approfondire noi stessi e di essere coinvolti in maniera autentica in una relazione soddisfacente, in equilibrio tra separazione e individuazione, tra dipendenza e indipendenza. Perché se siamo in grado di separarci da vecchi schemi comportamentali e abbandonare la ricerca della stessa tipologia di partner, siamo anche in grado di entrare profondamente in una relazione con la sensazione di avere la libertà di essere individui separati dalla persona che abbiamo scelto.

Man mano che l'individuo acquisisce la capacità di stare e non stare, matura anche l'abilità a dare e ricevere contemporaneamente amore, affetto e gratificazione sessuale in un processo che aiuta a crescere e così che anche la relazione evolve divenendo sempre più profonda e matura.

Quando si raggiunge questo stadio evolutivo l'innamoramento si trasforma in legame d'amore vero e proprio e ciò implica la capacità di dare e ricevere affetto e tenerezza. Ma non è tutto rose e fiori perché si cominciano a provare anche sentimenti negativi ma funzionali alla creazione di un rapporto vero e di fiducia: si può provare tristezza. Questo sentimento è legato a uno stato emotivo di preoccupazione, vissuto che si sviluppa per la capacità che stiamo acquisendo di immergersi nei panni dell'altro. Essere in una relazione soddisfacente significa anche che vediamo l'altro in tutte le sue sfumature emotive in un legame di empatia reciproca. Questo processo può portare a un meccanismo di ambivalenza in cui dobbiamo fare i conti con la confusione creatasi dall'incontro di due mondi di vissuti che ogni individuo implicato nella relazione porta con sé. Ma più decidiamo di rimanere sintonizzati nell'interazione con l'altro fatta di scambi verbali e affettivi e più siamo in grado di tollerare il velo di tristezza legato alla preoccupazione degli stati emotivi nostri e del partner. L'innamoramento che si trasforma in amore comporta inoltre la trasformazione dell'idealizzazione iniziale che ci consente di essere attratti dall'altro perché sembra corrispondere ai nostri ideali, in un impegno maturo nei confronti di un ideale che ora è costituito non solo da ciò che la persona amata è o rappresenta ma anche da ciò che la coppia potrebbe diventare in vista di un futuro insieme.

Dal punto di vista psicoanalitico ci sono meccanismi complessi dietro la costruzione di un legame forte. In primo luogo alla base di tutto c'è la ricerca del piacere che è dietro ogni comportamento umano e che, nel legame amoroso, ovviamente è rivolta verso un oggetto esterno, un'altra persona al di fuori di sé. Questa alterità è rappresentata da un oggetto da invadere e da cui essere invasi allo stesso tempo spinti dal desiderio di intimità, fusione, unione, di oltrepassare quindi i confini del Sé per diventare una cosa sola con l'oggetto d'amore prescelto. A questo punto è viva una forte identificazione con l'altro stimato e adorato in cui allo stesso tempo possiamo, sì oltrepassare le barriere della nostra individualità, ma la relazione ci permette anche di mantenere l'identificazione con noi stessi: guardiamo l'altro continuando a osservare noi stessi attraverso il legame unico che si crea. Dunque ci ritroveremo ad amare due persone contemporaneamente.

Da questa prospettiva di pensiero Otto F. Kernberg, noto psicoanalista austriaco, sviluppa il concetto di bisessualità psicologica come meccanismo che universalmente appartiene ad entrambi i sessi e che si instaura a partire dall'identificazione con tutti e due i partecipanti all'interazione erotica e affettiva. Tanto forte è il legame, quando si superano le barriere che separano gli individui, che si ha la sensazione di appartenere ad entrambi i sessi e di desiderarli entrambi in un legame d'amore fusionale. Si diventa l'altro e si ha la sensazione di raggungere una trascendenza intersoggettiva: un'esperienza affettiva che nasce dall'interazione con l'altro in grado di cancellare temporaneamente i confini del Sé. Un'esperienza di vita con un significato profondo legata a sensazioni di libertà perché ci permette di trascendere dalla condotta quotidiana per restituire alla vita un cambiamento apportato dal contributo del mondo interiore dell'altro che si unisce al nostro.

Vediamo come concetti opposti caratterizzano lo stesso legame d'amore: indipendenza e dipendenza, individuazione e separazione nonché fusione e libertà. Libertà di muoversi in autonomia in un legame forte in cui si ha la possibilità di incontrare i significati più profondi del Sé e affermare la realtà della propria esistenza.

 

“It's only when i lose myself with someone else that i find myself” (Depeche Mode)

“Solo quando mi perdo in qualcun altro trovo me stesso”.

 

 

 

 

 

 

Per Approfondire

 

 

"Relazioni d'amore"  Otto F. Kernberg

"A qualcuno piace uguale" Simona Argentieri

 

 

 

 

Dott.ssa Ilaria Pellegrini

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