Il sogno come messaggio

Dalle immagini oniriche al cambiamento

L’interpretazione dei sogni è forse una delle opere più note di Freud con la quale il padre della psicoanalisi segna un’evoluzione che va dalla tecnica delle libere associazioni all’utilizzo dei sogni come mezzo per accedere ai contenuti inconsci della psiche.

Freud considerava il sogno “la via regia verso l’inconscio”, in effetti ancora oggi le psicoterapie ad indirizzo psicodinamico psicoanalitico tengono conto di quanto sia prezioso il contributo che  l’analisi dei sogni porta alla terapia. Assieme ai sogni, l’analisi della comunicazione non verbale, delle resistenze, dei lapsus, del transfert e del controtransfert, contribuiscono al raggiungimento del materiale inconscio.

Durante il sonno ognuno di noi si ritira dal mondo circostante e si allontana dagli stimoli esterni ricreando temporaneamente uno stato simile a quello prenatale, a volte assumendo anche la classica posizione fetale, che ci riporta al nostro vissuto intrauterino. 

Le condizioni che creiamo sono simili a quelle della vita intrauterina, un luogo caldo, avvolgente, buio e privo di stimoli.

E così ogni risveglio mattutino è come una nuova nascita. Tutti quanti noi sappiamo che durante il sonno avviene qualcosa di meravigliosamente interessante: sogniamo! I sogni sono ricchi di immagini, sensazioni di ogni genere ed emozioni e grazie ad essi possiamo vivere molteplici situazioni, a volte strane, piacevoli o addirittura spaventose, vedere luoghi mai visti prima, volare, cadere e svegliarsi sapendo che era solo un sogno. Ma il vissuto, che sia positivo o negativo, spesso ce lo portiamo dietro per tutta la giornata. Questo accade perché i sogni non sono solamente la rielaborazione del materiale diurno derivante dagli stimoli della giornata vissuta, ma sono anche l’immagine di ciò che sta avvenendo a livello profondo, a livello emotivo in noi.

È come se ogni sognatore, artefice del proprio sogno, mandasse un messaggio se stesso, un messaggio che proviene proprio dalla parte più profonda, dall’inconscio. Freud sostiene che il sogno costituisce la versione mascherata di un desiderio e che questi desideri inconsci vengano trasformati in immagini, in simboli attraverso dei processi di censura in modo tale che il contenuto sia accettabile, che non disturbi il sonno e che arrivi alla coscienza. Quando ci svegliamo e ricordiamo un sogno abbiamo la possibilità di capire qualcosa in più di noi stessi, ma fin troppo spesso i sogni sono strani, particolari e difficilmente riusciamo a comprendere il contenuto che celano. Freud, nel suo lavoro con i sogni, suppone di avere davanti a sé una sorta di rebus, in tutte le sue componenti che possono risultare assurde ed ad una lettura globale indecifrabili, ma che può essere risolto svelando le censure e smascherandone il significato. Il simbolismo viene certamente in aiuto, in quanto è parte integrante della vita di ognuno di noi, fa parte dei miti, delle leggende, dei modi di dire e dei proverbi. Tuttavia, mentre a volte risulta difficile decifrare un contenuto simbolico, altre volte è possibile trovare diversi significati tra i quali scegliere (per un maggior approfondimento si rimanda all'articolo "Sogni tipici. -L'umanità che sogna"). Tuttavia non è sufficiente tradurre i simboli nel loro significato, ma bisogna tener conto del sognatore, dei sui vissuti attuali e di quelli più antichi, delle sue esperienze e dei significati che egli stesso attribuisce ai simboli sognati, forse legati a vissuti emotivi personali. Per questo motivo è necessario che si favoriscano le libere associazioni del sognatore, che in un lavoro analitico profondo vadano ad intersecarsi con il significato simbolico, dando vita all’interpretazione del sogno stesso.

È molto probabile che il sognatore sappia che cosa significhi il suo sogno,  ma non sa di saperlo e crede perciò di non saperlo. Bisogna chiedere al sognatore cosa voleva dirsi con quel sogno, e soprattutto chiedergli ciò che gli viene in mente in relazione al sogno. A volte il sognatore afferma che non gli viene in mente nulla, ma Freud dice che se insistessimo alla fine ci comunicherà un’idea. La prima idea spontanea del sognatore non è casuale ma condurrà esattamente a ciò che cerchiamo. 

Sognando ci diamo la possibilità di accedere alle nostre paure, ai nostri vissuti emotivi e di comunicare a noi stessi cosa si nasconde nel nostro inconscio. Analizzare i sogni, allora, vuol dire interpretare un messaggio importante, accedere ad una comunicazione tra la nostra parte razionale e quella emotiva, donandoci la possibilità di comprendere cosa accade a livello inconscio, e di come questo influisca sui nostri comportamenti, sul nostro corpo e su ciò che viviamo quotidianamente. Accedendo alla consapevolezza di nuove parti di sé e attivandone il cambiamento.

Per Approfondire:

 

Freud, S. (1952). Interpretazione dei sogni. Roma, Astrolabio

Gabbard, G. (2011). Introduzione alla psicoterapia psicodinamica. Milano, R. Cortina