Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

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Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi distrugge.

 

(Catullo)

Riferimenti bibliografici:

 

“Relazioni d'amore” Otto F. kernberg

“Psicoanalisi degli stati limite” André Green

 

Riferimenti filmografici:

 

“Revolutionary raod” Sam Mendes

    

 

 

Con il passare del tempo una coppia matura l'idea di stare insieme, cresce l'intimità sessuale e con essa l'intimità emotiva quindi si avvia un processo di interconnessione tra amore e aggressività nella relazione emotiva della coppia.

L'aggressività ha un ruolo fondamentale nella vita di coppia dal momento in cui tale componente è un tentativo di indurre nel partner comportamenti che ci sono familiari in una ambivalenza, spesso inevitabile, delle relazioni edipiche e preedipiche. Ovvero, la messa in atto di relazioni passate interagiscono con le interazioni attuali come modo di riproporre temi che appartengono alla nostra infanzia, per vendicarsi di ciò che abbiamo subito in passato e tentare in qualche modo di rivivere un desiderio infantile per poterlo finalmente soddisfare.

Dunque l'aggressività può rappresentare una delle minacce alla stabilità della coppia.

Una relazione priva di aggressività può però da una parte essere comunque rischiosa in quanto può condurre i partner a sperimentare la noia che corrisponde a ciò che distrugge l'attaccamento passionale e che può sembrare un senso di chiusura e di calo del desiderio sessuale. In questa dimensione una adeguata dose di aggressività nasce all'interno di uno spazio di indipendenza creato da un comportamento quanto oscillante tanto funzionale ad una relazione soddisfacente in cui i partner si concedono per poi ritirarsi. Un luogo in cui ognuno può concedersi la propria libertà di esistenza come individuo autonomo per poter sperimentare una dipendenza sana dal partner scelto. É proprio in questo punto di intersezione di aspetti apparentemente opposti che nasce e si mantiene negli anni il desiderio fisico e mentale di appartenere all'altro.

Spesso ciò che distrugge il desiderio di vicinanza quindi di passione è in realtà l'attivazione dell'aggressività che minaccia il delicato equilibrio tra sadomasochismo e amore nella relazione sia sessuale che emotiva nella coppia. É questo stesso equilibrio che rende ambivalente l'amore maturo in cui la dicotomia amore-odio possono sì portare la relazione alla sua conclusione, ma possono altresì rivestire un ruolo positivo quando proprio questa ambivalenza rappresenta anche un'opportunità per rafforzare la coppia. Si rimanda all'articolo “Il legame maturo – superare in confini del Sé”.

Porsi profondamente in relazione con il proprio Sé e gli altri è il prerequisito fondamentale di una relazione durevole e sana in cui i membri della coppia si amano.

Necessario è un contenuto grado di discontinuità che trae le sue origini più profonde nella relazione madre e bambino quando il piccolo si accorge di quando la figura di accudimento primario diventa irraggiungibile per lui perché torna dal marito. La mamma è la primissima fonte di desiderio che, dopo il primo periodo di vita del bambino, torna ad essere un individuo indipendente e una persona con la propria vita e i propri bisogni che prescindono da quelli del bambino. Come donna e persona è anche la partner sessuale del padre, un altro che la desidera. La discontinuità della madre innesca anche la capacità del bambino di essere discontinuo nelle relazioni intime provocando quel livello di frustrazione ottimale che garantisce la coppia e allo stesso tempo l'autonomia individuale di entrambi i partner.

La discontinuità della relazione d'amore è una caratteristica fondamentale del funzionamento umano e protegge la relazione stessa dalla pericolosa fusione all'interno della quale l'aggressività potrebbe predominare e rompere la stabilità di coppia che si regge su di una perfetta discontinuità in cui ognuno dei due partner impara con il tempo ciò che l'altro è già preparato a fare, quando stabilisce una relazione d'amore in un impegno a comprendersi profondamente.

La funzione centrale della discontinuità spiega come in alcuni casi la coppia può permettersi una relazione duratura e continua malgrado la violenza messa in atto nella vita amorosa, ma si può dire che spesso è proprio l'aggressività stessa che mantiene la relazione in un incastro di due personalità così forte da durare molti anni o per sempre.

I partner che appartengono a diverse categorie patologiche possono stabilire diversi livelli di equilibrio tali da stabile e stabilizzare la relazione di coppia. Si stabilisce così un equilibrio inconscio tramite il quale ciascuno dei due membri della coppia diventa il necessario completamento alla relazione patogena dominante dell'altro.

André Green, psicoanalista francese, introduce il tema della “follia privata” per descrivere le modalità inconsce da cui derivano modelli comportamentali che i partner inscenano nella loro intimità che, visti dall'esterno, possono apparire del tutto folli dal momento in cui avviene una rappresentazione di interazioni insolite e completamente diverse da come i partner si comportano abitualmente. La coppia può mettere in atto il personale mondo di follia privata, protetta da una collusiva dose di discontinuità che rende il tutto sicuramente piacevole se non eccitante per un appagamento di desideri inconsci e primordiali.

Ad esempio, un uomo nevrotico con tratti ossessivi, legato ad una partner borderline quindi impulsiva, può inconsciamente ammirare la sua libertà di scaricare istintivamente la propria aggressività. In questo incastro relazionale, la controparte femminile potrebbe sentirsi protetta e contenuta da rendersi conto delle possibile conseguenze distruttive dei suoi scoppi aggressivi attraverso l'imitazione e l'apprendimento osservando il partner nei suoi comportamenti e nel suo muoversi nel mondo.

Un'altra coppia con una patologia simile, può però arrivare ad una collusione nel momento in cui l'ossessivo non può più tollerare l'esplosività e l'incoerenza della partner come quest'ultima è impossibilitata a sopportare la persistenza razionale di lui.

 

Si dice che il proprio partner ci completa ma spesso, quando egli non corrisponde ad uno schema complementare che c'eravamo immaginati, nulla di lui può essere tollerato e l'aggressività nasce proprio dalla frustrazione di scoprire un partner idealizzato che non corrisponde alle nostre aspettative, una volta superata la fase dell'innamoramento: la cosiddetta “luna di miele”. Così si finisce per fantasticare su un individuo possibilmente migliore di quello attuale; fantasia che mantiene viva la speranza di incontrare un nostro “gemello immaginario”, ovvero un'immagine speculare del Sé dalla cui relazione si può ottenere la gratificazione narcisistica per l'esistenza di un legame gemellare con una persona che ci possa rappresentare e arricchire, rafforzando il nostro ideale dell'Io come supporto al proprio narcisismo.

 

In situazioni estreme e in una circostanza simile, un tipo di relazione di questo tipo può condurre verso la formazione di una “pelle della relazione di coppia” (D. Anzieu). Ovvero una completa e continua intimità che nasce dal bisogno estremo dell'altro come conferma assoluta della propria esistenza. In questi casi la fusione e la dipendenza sono molto forti tanto che l'amore iniziale si trasforma in odio che scaturisce dalla rabbia per aver mantenuto intatta la pelle comune della coppia tanto che le individualità si vanno a perdere e confondere. Si crea una fusione totale che serve a garantire protezione e sicurezza a scapito di un benessere reale.

 

Quando gli elementi aggressivi predominano, essi prendono il sopravvento e controllano il sano meccanismo di discontinuità fino ad inficiare il desiderio di vicinanza portando alla distruzione della coppia sessuale. Ciò incide sull'eccitazione sessuale. Gli schemi sadomasochistici dominano la relazione emotiva e l'aggressività porta alla formazione di un tipo di perversione per cui si sta insieme mantenendo congelato un rapporto e rimanendo incastrati in uno schema relazionale inconscio che trae le sue origini dal passato di entrambi i protagonisti della relazione. I due membri della coppia si dedicano a giochi di ruolo che possono essere reciprocamente gratificanti in quanto esprimono sia l'amore che l'odio e permettono l'integrazione dell'aggressività in una relazione amorosa.

Queste collusioni inconsce sono la creazione di una fissazione inconscia di se stessi e del partner in ruoli particolari, in scenari tipici che diventano di routine quindi anche conosciuti e paradossalmente sicuri e sotto controllo. Come il tipico caso di una donna dipendente in relazione con l'uomo narcisista. Può anche accadere il contrario: la donna è dominante, potente e controllante; l'uomo insicuro e infantile perché bisognoso di quella controparte femminile che appare sicura di sé che però lo sostituisce in alcune scelte. In questo senso un semplice fraintendimento è di solito determinato da bisogni inconsci e talvolta la comunicazione può risultare insufficiente in assenza di un accurato e graduale scoperchiamento di meccanismi profondi e del tutto inconsapevoli che si sono radicati nel tempo e su cui la coppia ha costruito le proprie fondamenta. Così la comunicazione può servire solo a rimettere in scena vecchi modelli comportamentali aggressivi quando entrano in gioco conflitti inconsci così profondi che lo stesso processo di comunicazione può esserne contaminato.

Questo avviene quando l'uno mette l'altro nella condizione di rivestimento di un ruolo prefissato e gli elementi aggressivi minacciano il benessere della coppia che dovrebbe corrispondere ad un benessere individuale in cui ognuno ha imparato a “metabolizzare” aspetti aggressivi di sé in un rapporto di confidenzialità che permette di comprendere se stessi e l'altro in una dimensione sì romantica, ma anche amicale che garantisce una certa distanza dall'altro pur rimanendo complici.

Ciò garantisce la continuità della vita comune della coppia che non rimane statica e uguale a se stessa. Spesso lo è sia per rispondere ai bisogni inconsci dei partner che ad esigenze culturali che possono impedire alla natura ribelle della coppia di districarsi in un'indipendenza, anche asociale, allo scopo soddisfare i desideri autentici di entrambi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Ilaria Pellegrini

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