La ricchezza dell'inconscio

La mente che sogna

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“Non dobbiamo guardare al nostro mondo esterno bensì al mondo interiore.

Mentre dormiamo possiamo essere paragonati a un feto o anche a degli angeli, che non sono soggetti alle leggi della realtà. Nel sonno, al regno della necessità succede quella libertà in cui l'io sono”. (E. Fromm)

 

Pochi sogni ricordiamo ma quando lo facciamo, spesso con entusiasmo diciamo “ho fatto un sogno” allo scopo di condividere una scena onirica apparentemente senza senso così che l'altro possa aiutarci a trovarne un significato che spesso raggiungiamo, anche se in parte, autonomamente grazie alla ricostruzione a voce alta del sogno stesso. Nonostante spesso si dia poca importanza al sogno, in realtà la cosa certa è che tutti i sogni hanno un senso e un significato in quanto essi contengono un messaggio che può essere compreso se si possiede la chiave per tradurlo e se ci si allena a ricordare ciò che la nostra mente vede quando dormiamo. Essi, dietro una facciata apparentemente insignificante, sono l'espressione di un messaggio che il nostro inconscio tenta di inviare alla nostra coscienza, quella parte della psiche attiva durante lo stato di veglia.

Freud stesso definisce il sogno come la via regia dell'inconscio, quella strada che, se percorriamo, il sogno può essere pensato e compreso ascoltando le sensazione che l'immagine onirica vuole comunicarci per poter essere anche pensata e collegata al contesto di vita che in quel momento sperimentiamo. Perché i sogni possono fare questo: illuminare la nostra esistenza per renderla più ricca di significato e per capirci qualcosa in più rispetto alle nostre emozioni, spesso poco accessibili e immediate a causa di alti livelli di razionalità indispensabili per sopravvivere, dedicarci ai compiti di vita quotidiana, raggiungere i nostri obiettivi e muoverci nel mondo in maniera funzionale. Il sogno dunque ha la sua utilità essendo direttamente collegato al nostro mondo emotivo che lo crea, lo rende visibili e ad un passo dalla consapevolezza; il nostro compito è quello di saper porre più attenzione ad essi e dotarli di significato che da recondito può divenire più consapevole e utile se accanto alla razionalità utilizziamo anche la parte di noi più nascosta ed emotiva.

Tale concetto nasce dall'affermazione che l'inconscio condiziona la nostra condotta, il nostro muoverci nel mondo dunque, perché non utilizzare i sogni, quella ricchezza che spesso trascuriamo e che rappresenta la strada principale per giungere alla comprensione dell'inconscio?

Siamo attivi mentalmente durante la veglia come durante lo stato dormiente e il sogno costituisce l'espressione, dotata di senso e significato, di ogni genere di attività mentale che si verifica durante lo stato di sonno.

Durante la notte il nostro organismo rigenera la sua chimica ri-acquisendo le energie necessarie per affrontare una nuove giornata e il nostro corpo sospende l'azione. Dal punto di vista psicologico, il sonno sospende la principale funzione che caratterizza la vita durante la veglia: la reazione dell'uomo alla realtà.

Nello stato di veglia siamo chiamati a rispondere agli stimoli che derivano dall'ambiente che ci circonda e ci difendiamo anche da esso cercando di rispettare le leggi che regolano la realtà a cui noi ci adattiamo o cerchiamo di trasformare seguendo i nostri desideri ma sempre rispettando la logica dello spazio e del tempo. Tali variabili non esistono nei sogni ove la nostra mente è libera di sperimentare ciò che vuole e mentre dormiamo siamo liberi dall'obbligo di selezionare gli stimoli che la realtà ci offre e dall'obbligo di difenderci o di attaccare, sempre per difesa. Nel sogno tali difese si abbassano e le emozioni, dunque tutto ciò che è irrazionale fuoriesce sotto-forma di immagini oniriche che sono per noi dei simboli da decifrare e collegare alla nostra realtà psichica per muoverci meglio nello spazio e nel tempo in stato di attività e di veglia.

É certo che se paragoniamo una scienza onirica apparentemente illogica alla realtà esterna non riusciamo a trovarne collegamento alcuno, ma se costruiamo un ponte che giunge all'esperienza vissuta tutto può avere un senso se prendiamo in considerazione il fatto che i sogni rappresentano una delle più rappresentative forme dell'intelletto. E mentre da svegli cerchiamo di capire qualunque cosa, spesso non utilizziamo la stessa determinazione nel cercare di capire l'altro modo che abbiamo di esistere, il sognare così complesso che ci spinge negli strati più profondi della nostra personalità anche i più bui e angoscianti, gli stessi che spesso danno forma agli incubi, i veri sogni che vorremmo dimenticare. Ma i sogni sono degli importanti mezzi di comunicazione che non possiamo ignorare. Se non comprendiamo il linguaggio in cui si esprimono, va perduto per noi gran parte di ciò che diciamo a noi stessi quando siamo svegli, in quelle ore in cui non siamo svegli, nelle ore in cui non siamo alle prese con il mondo esterno.

L'immagine che vede il sogno è il simbolo di qualcosa che abbiamo sentito da svegli ma che non abbiamo compreso e/o ignorato. L'immagine onirica è dunque il simbolo di qualcosa che è dentro di noi, un segnale che viene dalla nostra anima e arriva alla nostra mente.

 

I sogni sono considerati espressioni di conflitti primitivi e irrazionali. A volte ce ne dimentichiamo proprio perché molte scene oniriche suscitano in noi sentimenti difficili da tollerare e da mentalizzare oppure perché spesso proviamo vergogna per aver sognato di esserci comportati illecitamente come atti sessuali o criminali che non agiremo mai nella vita reale. Spesso ci vergogniamo di quegli impulsi irrazionali che sono dietro al nostro comportamento durante il sogno in cui agiamo liberamente senza subire il divieto della società la quale ha una funzione protettiva nei confronti del genere umano ma rappresenta altresì quel mondo giudicante che noi utilizziamo come unità di misura per comportarci in maniera etica nel mondo. Ma, dall'altra parte la civiltà ha un effetto limitante per il nostro intelletto e la nostra fantasia.

Quando sogniamo infatti siamo più creativi, fantasiosi e più intelligenti ma meno discreti. Nel sogno fuoriesce dunque la nostra parte migliore ma anche ambigua, complessa, difficile da accettare perché difficile da capire.

Possiamo utlizzare i sogni come mezzi per entrare in contatto con gli aspetti più autentici della nostra identità nelle sue diverse declinazioni e sfumature.

 

 

“Alcuni vengono illuminati dagli insegnamenti, altri vengono ispirati dal sonno”.

(Erich Fromm)