La musica in adolescenza

Mi batte il cuore!

Opera di Gianluca Ambrosini

Negli anni dell’adolescenza le canzoni preferite spesso accompagnano le notti dei ragazzi. In cuffia “a palla” fino a sentire vibrare la testa, in momenti di solitudine o in cassa con gli amici. Le difficoltà legate al corpo in trasformazione, alle relazioni instabili, ai limiti, alla spinta all’esplorazione insieme anche alla noia rendono la musica una risorsa, intesa come un’amica insostituibile.

La musica può sintonizzarsi su un livello percettivo primitivo donando un approccio alla conoscenza attraverso un canale diverso da quello del linguaggio. Infatti, per i teenager la musica ha un impatto così elevato rispetto ad altre età proprio perché s’iniziano ad esplorare dei vissuti emotivi che ancora non si conoscono abbastanza per dargli parola.

 

La musica è dunque un canale fortissimo per creare un ponte comunicativo con gli adolescenti.

Domande come “Che musica ascolti? Perché ti piace?”, insieme a una disposizione all’ascolto attivo, possono gettare un seme per uno scambio autentico. I ragazzi non sanno sempre spiegare perché amano certi brani - e questo va benissimo - ma provare a parlarne insieme può creare un forte gancio con un adulto di riferimento, esplorando un testo e un sound insieme alle immagini evocative, riflettendo su ciò che ci colpisce di più. È un po’ come mostrare delle attenzioni e un interesse al mondo del ragazzo chiedendo il permesso di entrarci a fare un giro.

 

A distanza di anni, ripensando a quei momenti significativi della vita adolescenziale – uno tra tutti è indubbiamente il primo innamoramento forte, quello della sbandata - si è in grado di riconoscere quella canzone che ascoltavamo per pensare al nostro amato/a e all'intensa eccitazione. Il ritornello a memoria e le sensazioni fisiche riaffiorano alla mente insieme a piccoli dettagli del momento: la musica, infatti, aiuta a riaprire il cassetto dei ricordi. Una, due, tre anche venti volte al giorno si ascoltava quella stessa canzone, come per amplificare delle emozioni, tradurle all’infuori di noi. La musica che fa da cassa da risonanza al sentire personale dando una sensazione di scarica è indubbiamente quella dell’adolescenza.

 

La connessione così forte che si riesce ad instaurare con una traccia è una capacità tipicamente adolescenziale che anche in età adulta può essere ricontattata. La possibilità di toccare degli apici emotivi attraverso dei vissuti intensi perde spazio con l’acquisizione della gestione degli stati interni ma non si estingue mai del tutto. Si mantengono per tutta la vita delle parti adolescenti, chi più chi meno.

 

Come nel momento delle “farfalle nello stomaco”, o forse anche di più, in quello della fine dell’amore ci si affeziona come non mai a dei brani in particolare. Basta pensare che di fronte ad eventi critici, come quello della separazione, ascoltare determinate canzoni sembra darci il permesso per lasciarci andare al pianto, finalmente. Di fronte a quell’intensità, necessaria per aprire il sipario dei vissuti, le emozioni diventano protagoniste. È un po’ come trovarsi davanti a una persona avvertita come intelligente ed empatica pronta ad ascoltare e ad abbracciarci. La musica sa accogliere e rispecchiare, senza lo sforzo di dover comunicare, di doversi spiegare; senza lo sforzo di dover dare fiducia a una persona con il rischio di sentirsi traditi.

In letteratura è ampiamente riportato che per poter vivere appieno emozioni dolorose tramite la loro espressione e il raggiungimento di una catarsi è necessario che la persona si senta sicura di poterle manifestare: tale sicurezza si ottiene solo se è presente un ambiente psicologico in cui ci si può permettere di trasformarsi in quell’emozione. In tal senso un brano musicale può rappresentare una stanza metaforica pronta ad offrire una cornice di famigliarità e contenimento. Pensiamo a “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, in questo caso anche il testo ci offre delle immagini guida per delineare quell'ambiente psicologico necessario per lasciarci andare.

 

 

E tu sei ancora in contatto con le montagne russe emotive delle canzoni della tua adolescenza?

                                          

Qui sotto un elenco di 20 canzoni che hanno accompagnato 20 storie d’amore adolescenti diverse (ieri e oggi).

 

  1. “Please, please, please let me get what i want” The Smiths

  2.  “Eppure sentire (un senso di te)” Elisa

  3.  “White blank page” Mumford & Sons

  4. “La canzone che scrivo per te” Marlene Kuntz

  5. “I want you” Bob Dylan

  6. “Stay” Rihanna

  7. “Una ragione di più” Ornella Vanoni

  8. "Love of my life" Queen

  9. “Little dreamer” Future Islands

  10. “Playground Love” Air

  11. “Annarella” CCCP

  12.  “Miss You” Blink 189

  13. “Dreams” The Cranberries

  14.  “Odio l’estate” Bruno Martino

  15. “Più bella cosa” Eros Ramazzotti

  16. “Bella stronza” Marco Masini

  17. “With or Without You” U2

  18. “Pains” Silk Rohdes

  19.  “Romeo & Juliet” Dire Straits

  20. “Amore disperato” Nada

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