La Regolazione delle Emozioni

Il regalo poco gradito

Le principali abilità emotive necessarie per interagire e relazionarsi socialmente sono tre: il riconoscimento, l'espressione e la regolazione delle emozioni.

Il riconoscimento delle emozioni, indica la capacità di etichettare e attribuire ad altri il vissuto di sensazioni emotive; esprimere un'emozione permette, invece, di trasmette un messaggio emotivo proprio in una modalità socialmente condivisa e accettabile (Si rimanda all’articolo Alessitimia- quando il corpo mette in scena le emozioni della rivista del mese di Dicembre 2014, per chi fosse interessato alle difficoltà associate a tali competenze).

La terza abilità, la regolazione emotiva, è l’insieme di cambiamenti emotivi e comportamentali che si verificano dopo aver provato un’emozione; si tratta di processi psicologici cosci ed inconsci che modificano la risposta emotiva nell’ intensità e nella durata. Le emozioni e la loro regolazione influenzano altri processi associati, come  l’attenzione, la memoria, le interazioni sociali e facilitano le azioni strategiche per superare ostacoli, risolvere problemi e mantenere uno stato di benessere; ma allo stesso modo possono compromettere il ragionamento, la pianificazione, complicare le interazioni, le relazioni interpersonali e metterci in pericolo (si rimanda all’articolo Il boomerang delle emozioni- viverle o evitarle della rivista del mese di Giugno 2015).

Deficit in questa capacità sottolineano spesso la presenza di una psicopatologia.

Allo stesso modo, anche contesti culturali e tradizioni esterne possono influenzare la regolazione emotiva interna, creando “scombussolamenti emotivi” abbastanza rilevanti. Un classico contesto culturale di questo tipo è il Natale, oggi alle porte. Sotto le Feste ci sentiamo attivati emotivamente, riusciamo ad accedere ad emozioni negative e positive, ma con grande fatica riusciamo a gestirle e modularle, poiché il Natale (che simbolicamente e culturalmente rappresenta una nuova nascita) significa famiglia e cambiamento, e ciò non può che non coinvolgerci.

In un clima carico di cibo, emozioni, stress e somatizzazioni, arriva il momento dei regali. 

Prendere e  scartare un pacco sotto l’albero ci emoziona e incuriosisce come bambini, ma al contempo l’eventualità di ricevere un regalo inaspettatamente poco gradito, ci fa riflettere su quanto sia possibile per noi riuscire a mostrare un’emozione diversa da quella provata, anche se più congruente alla situazione. Siamo in grado di regolare le nostre emozioni e dare vita a risposte emotive maggiormente adeguate? Sarebbe interessante potere vedere le nostre espressioni e capire cosa siamo riusciti a nascondere e cosa invece è trapelato dal nostro sguardo.

 

La regolazione emotiva, dunque, rappresenta la competenza del mettere in atto risposte emotive-comportamentali adeguate, gestendo, modulando e modificando le proprie emozioni, ovvero adattandole ad una data situazione. Gross parla di regolazione emotiva come un processo in movimento su un continuum che va da una regolazione consapevole e controllata, ad un’altra inconscia, spontanea ed automatica: attivamente, dunque, condizioniamo e determiniamo quali emozioni provare, sentire e  manifestare, attraverso processi prima consapevoli, poi automatici.

Nascondere un disappunto di fronte ad un regalo poco gradito è un’esperienza pratica e socialmente condivisa di regolazione emotiva automatica, ovvero priva di controllo cosciente: con l’intento di non ferire l’altro, nascondiamo spontaneamente le nostre emozioni negative, attenuandole e trasformando il nostro dispiacere in un bel sorrisone (risposta emotiva adeguata al nostro scopo). Può, però, rappresentare un evento inaspettato o mettere in scena anche il complesso delle dinamiche relazionali: quando e se al “donatore” ci lega un sentimento profondo, un regalo poco gradito può essere vissuto come un attacco alla propria individualità e far accedere ad una esperienza negativa, come il non sentirsi “visti” dall’altro.

Provare e concedersi il lusso di accedere alle emozioni negative è sempre funzionale al processo di regolazione emotiva, che non conduce verso una totale rimozione di alcune emozioni in favore di altre, anzi. È necessario avere in primis consapevolezza delle proprie emozioni, sperimentarle per utilizzare consapevolmente o automaticamente strategie adeguate al contesto che modulino la risposta emotiva.

 

Anche se viene riconosciuta come un processo che principalmente avviene all’interno della persona, la regolazione emotiva mostra una forte valenza interpersonale. Fin da piccolo il bambino impara a gestire le proprie emozioni, ma è la relazione con la madre in primis e con il padre poi, a gestire la condivisione di esperienze che facilitano il riconoscere e interpretare stati d’animo propri e altrui e il risponderne in modo coerente (per approfondimenti sulla relazione bambino-figure di accudimento primario, si rimanda agli articoli Funzione riflessiva e sviluppo del sé- l’importanza di un banale riflesso nella rivista del mese di Dicembre 2014; Legame di attaccamento - L'importanza del legarsi della rivista del mese di marzo 2015;  Legami di Attaccamento - Oltre l’amore di un padre della rivista del mese di Giugno 2015).

Successivamente entrano in gioco le relazioni con le altre figure di accudimento: il bambino impara a percepirsi come individuo e a conoscere le reazioni degli altri ai suoi sentimenti; compaiono con il tempo educatori, insegnanti e compagni di gioco, che entrando in contatto con lui, diventano potenziali socializzatori delle sue emozioni.

Viene riconosciuta alle emozioni, quindi, sia una valenza autoregolativa che regolativa nell’interazione sociale: la capacità di regolare le proprie emozioni e strettamente correlata  con la capacità di regolare le interazioni sociali. Adottare strategie efficaci di regolazione emotiva è appunto sinonimo di crescita personale e sociale.

 

 

 

Dott.ssa Emanuela Gamba

 

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Per approfondire:

 

Matarazzo O., Zammuner V.L.“La Regolazione delle emozioni” , Ed. Il Mulino, 2009

 

Gross J.J., Munoz R.F. (1995) “Emotion Regulation and menthal health”, Clinical Psychology: Science and Practice

 

Lopes P.N. et coll (2005) Emotion Regulation ability and the quality of social interaction, Emotion