Psicodinamica della Paura D'amare

La fuga dalle relazioni d'amore

 

 

 

“Niente è più importante dell'Amore"

Ferzan Ozpetek 

 

 

 

 

Chi non desidera l’amore?

Sogniamo infinitamente di amare e di essere amati in amori fragili, amori indistruttibili, amori devastanti, amori appaganti... Amando mostriamo i nostri limiti, mettiamo in scena le nostre paure, abbassiamo le difese ed il controllo sulla nostra vita. Viviamo un’ esperienza soggettiva intensa e totalizzante che ci fa sentire “nudi” di fronte all’altro, ma che ci permette di assaporare il piacere nell’affidarsi senza sentirsi vulnerabili e conoscere quella dipendenza sana dell’amore ( si rimanda all’articolo La dipendenza- Vuoti di vita da colmare).

Lasciarsi andare all’altro è, però, un passaggio estremamente difficile per le persone che necessitano maggiormente di mantenere un controllo su di sé e sulla propria vita, molto razionali, che hanno avuto relazioni insicure con le figure di accudimento o che hanno sofferto in amore.

Alcune persone possono arrivare a provare una irrazionale e profonda paura di innamorarsi.

 

La paura può nascere nel momento in cui si percepisce il sentore di un sentimento spaesante all’interno di una relazione e non si è pronti a perdere il controllo. Come meccanismo di difesa dalla sofferenza, i partner impauriti mettono in atto comportamenti di evitamento fino alla fuga: prima  si mostrano distaccati, disinteressati, poi riducono i contatti fino a scegliere di interrompere la relazione. In una parola: fuggono. Ma maggiore è la tendenza a scappare, più forte è la paura di amare.

Il timore di chi sfugge alle relazioni che veicolano emozioni forti nasce dal terrore che nell’affidarsi all’altro si possa perdere l’immagine certa e sicura di sé ed arrivare a non riconoscersi.

Sono individui che hanno la tendenza a scegliere, per questo, relazioni sentimentali poco impegnative o amori impossibili (si rimanda all’articolo Psicodinamica degli Amori Impossibili –Relazioni di coppia tra realtà e immaginario), in cui hanno la certezza che l’altro non si innamori in modo da sfuggire o allontanare dalla mente la possibilità di essere felici in una relazione di sentimenti intensi.

 

La fatica per loro è nel vivere il presente di una relazione: si fugge dall’oggi di un sentimento. Sono possibili solo le relazioni in cui il tempo è spostato nell’attesa del prima e nella celebrazione del dopo di un incontro, come se l’amore possa essere vissuto da loro solo nell’assenza. 

La paura ingiustificata di amare viene definita philofobia [dal greco "philos" (amore) "fobia" (fobia)] laddove si presenta una profonda angoscia nel pensare di provare o nel provare sentimenti intensi verso un’altra persona, spesso accompagnata da reazioni fisiche e psicosomatiche come dispnea, sudore eccessivo, nausea, tachicardia, agitazione e, in extremis, attacco di panico.

La paura di amare viene sperimentata in egual misura da donne e uomini, ma vissuta differentemente. Le donne sono maggiormente spaventate dalla paura di soffrire e, perlopiù, quando identificano il sesso maschile con la figura dell’uomo insensibile e traditore a causa di traumi passati. Le donne sanno che ci si può sentire tradite solo in quelle relazioni in cui si è sperimentata la fiducia e la vicinanza con l’altro. La scelta di fuggire nel momento in cui compare il sentore di un sentimento di fiducia, permette di agire per prime un abbandono ed evitare di sentirsi tradite e abbandonate per mano di un altro. L’uomo ha maggiormente paura di amare in una fusione di identità con la partner: ha timore di perdere la propria libertà, rinunciare ai propri spazi e scrivere cambiamenti radicali nella propria vita. È spaventato dalla crescita che una relazione “seria” comporta, dal dover rinunciare ad essere l’ eterno Peter Pan.

 

La philofobia è una paura e, come tale, può essere superata (si rimanda all’articolo La paura- Come sentiamo i pericoli). Coinvolge donne e uomini momentaneamente incapaci di condividere le proprie emozioni con l’altro, di coltivare creativamente una relazione d’amore e di includerla nella propria vita. Individui che fuggono ovviamente da se stessi perché è proprio attraverso la relazione d’amore che si incontra se stessi nell’altro e grazie all’altro.

 

È molto importante diventare pienamente consapevoli dei propri vissuti emotivi, riconoscere e riuscire a verbalizzare la propria paura di amare. Il primo passo è chiedersi cosa stia accadendo, cosa realmente si teme, anziché seguire l'impulso di fuggire. Fuggire rafforza la paura, la scelta di pensare, resistere al desiderio di fuggire permette di affrontare l’imprevedibilità della tempesta. È complesso affrontare da soli la tormenta emotiva, in seguito a quale nulla rimane come prima; è più semplice con l’aiuto di un professionista.

La psicoterapia è l’opportunità di sperimentare fiducia, amore e possibilità di affidarsi all’altro; è l’occasione di scoprire come il bello delle relazioni sia viverle nella presenza in cui non c’è nessuno che sceglie di fuggire. 

 

“Quindi il coraggio o la paura di aprirsi [all’altro] esprimono il coraggio o la paura di conoscere intimamente se stessi”

Aldo Carotenuto

Per Approfondire:

 

Carotenuto A. “Eros e Pathos”, Bompiani Editore

 

Simonelli C.  “Psicologia dello sviluppo sessuale ed affettivo” Ed. Carocci, 2012

 

Slepoj V. “La psicologia dell’amore” Ed. Mondadori, 2015

 

Ozpetek F. “Rosso Istanbul” , Ed. Mondadori, 2016