Lo stress
Cause e conseguenze di una vita stressata

Nel mio precedente articolo sulla fibromialgia (per un approfondimento, si rimanda all’articolo “Uno sguardo alla fibromialgia - Un male invisibile”), analizzando le cause di esordio di questa patologia, ho fatto un breve accenno allo stress, come fattore scatenante dei sintomi di questo disturbo. L’obiettivo dell’articolo pubblicato oggi, è proprio quello di dare al lettore un aiuto nel capire cosa c’è dietro questo “male misterioso”, eppure così comune, che ci accompagna in molte occasioni della vita ed è causa di svariate patologie psicologiche, psichiatriche, ma anche fisiche. Lo stress può influire su quello che noi siamo e, se l’evento stressante è presente durante la nostra infanzia, può determinare disturbi nella crescita e nella formazione di un’identità solida. Nelle nostre giornate, ma più in generale nella nostra vita, durante la vita, siamo continuamente esposti a fonti di stress: basti pensare alle interrogazioni durante le scuole superiori, ad una scadenza da rispettare per il lavoro, alla consegna di un progetto all’università, e potremmo continuare l’elenco all’infinito. Quanta ansia e quanto stress ci sono dietro questi eventi apparentemente banali e di facile gestione? Quanto influisce tutto ciò sulla nostra persona e sul nostro organismo?

Come definito da Walter Cannon, con il termine stress si indica la “reazione fisiologica causata dalla percezione di situazioni avverse e minacciose”; essa è una risposta individuale a tutti gli stimoli che ci circondano, siano essi emotivi, relazionali, percettivi.  Le situazioni e gli stimoli stressanti vengono definiti “stressor” e le reazioni individuali a questi sono invece definite “risposta allo stress”.

A seconda del tipo di stress e alla sua intensità e persistenza nel tempo, è possibile compiere la seguente classificazione:

  • Stress a breve termine o eustress (in greco “buono, bello”), che pur causando reazioni fisiche dannose, può aiutare a concentrarsi sul problema da risolvere e che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive e interessanti;

  • Stress a lungo termine o distress (cattivo) causato da malattie o gravi lutti, esso determina gravi problemi di salute e provoca scompensi emotivi e fisici;

  • Stress causato da eventi traumatici, indotto dall’aver vissuto esperienze fortemente traumatiche, come terremoti, guerre, incidenti, violenze e abusi: può contribuire a far nascere sintomi psicologici che perdurano nel tempo e può determinare l’insorgenza del Disturbo Post Traumatico da Stress.

Le persone rispondono agli eventi stressanti in modo diverso in base alle proprie esperienze e alle strategie interpretative e di pensiero. L’apprendimento ad esempio gioca un ruolo importante, in quanto le persone imparano la strategia migliore da mettere in atto per far fronte allo stressor, ma solo con il passare del tempo tali strategie divengono meccanismi autonomi.

L’uomo affronta e cerca di superare tutte le difficoltà e le fonti di stress, mettendo in atto processi naturali di reazione intesi come meccanismi innati di adattamento che consente di adeguare le reazioni individuali alle circostanze. Tale reazione può avvenire in tre fasi: le prima è quella di allarme dove lo stressor suscita nell’organismo un senso di allerta che attiva i processi psicofisiologici, come ad esempio aumento del battito cardiaco, sudorazione o iperventilazione. La seconda è la fase di resistenza: fa in modo che l’organismo si adatti alla situazione e di conseguenza gli indici fisiologici cominciano a normalizzarsi, così che l’organismo riesce a resistere fino a che è presente lo stressor.

Se la fase dell’adattamento si dimostra insufficiente a quel punto subentra la terza fase, quella dell’esaurimento: l’organismo non reagisce più allo stress e quindi la capacità di adattamento viene meno, provocando effetti sfavorevoli e permanenti per la psiche della persona.

L’essere sottoposti costantemente ad esperienze traumatiche di una rilevata portata come guerre, lutti, abusi e violenze, può causare, come già detto, lo sviluppo del Disturbo Post Traumatico che porta a rispondere con una paura intensa, sentimenti di impotenza e terrore e di conseguenza alla riduzione delle proprie attività sociali, con sentimenti di distacco dagli altri, affettività ridotta e mancanza di aspettative per il futuro.

I risvolti della continua esposizione allo stress possono essere quindi fisiologici, ma anche patologici e le conseguenze possono vedere coinvolti sia il piano del corpo che quello della mente: dal punto di vista fisico c’è l’innalzamento della produzione di adrenalina e corticosterone; di conseguenza, il nostro corpo vive in una condizione di attivazione perenne che non gli permette di autoregolarsi così da affrontare lo stressor in modo sano. L’attivazione prolungata degli ormoni dello stress causa quindi emicrania, disturbi alimentari, disturbi del sonno, ansia, depressione; le difese immunitarie sembrano essere insufficienti e di conseguenza è più facile sviluppare influenze o nella peggiore delle ipotesi anche patologie più gravi come disturbi psicosomatici, fibromialgia, malattie cardiache, ipertensione, ictus. Inoltre è abbastanza frequente trovare una relazione tra l’esposizione allo stress e l’abuso di sostanze stupefacenti o alcool, utilizzate per cercare di trovare sollievo dalla situazione spiacevole legata al trauma. Questa condizione ha quindi un ruolo fondamentale nella fase di esordio dell’abuso di sostanze, ma gioca un ruolo predominante anche nel mantenimento della dipendenza e nelle ricadute durante la fase di astinenza.

Nel cercare di far fronte a questo problema è importante aumentare i livelli di autostima della persona, così da riuscire a trovare la strategia migliore per far fronte allo stressor.Quando l’evento scatenante è particolarmente gravoso, si può intervenire direttamente sullo stimolo, modificando il pensiero che è alla base dell’evento, attraverso l’assunzione di psicofarmaci o con tecniche di rilassamento. Altro aspetto da non trascurare è quello della cura di sé: dedicarsi, appena possibile, ad attività piacevoli e divertenti, consente di aumentare l’autostima e di regolarizzare il proprio orologio interno e la secrezione degli ormoni dello stress.

Un buon percorso terapeutico prevede quindi l’apprendimento di strategie e tecniche per gestirlo come pure di tecniche di rilassamento; non è pensabile, infatti, eliminarlo in senso stretto, in quanto esso fa parte della nostra vita, ci accompagna per l’intera esistenza, ma ciò non toglie che non sia possibile conviverci, senza che questo porti a gravi conseguenze. Dovremmo ricordare che ogni genere di cambiamento genera stress, di conseguenza bisognerebbe provare a condurre una vita che sia quanto più possibile regolare.

 

 

 

Dott.ssa Serena Bernabè

 

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Per approfondire:

 

 

  • T. Cassidy: “ Stress e salute”, Il Mulino, 2002

 

  • H. Selye “The stress of libe”, Mc Graw-Hill, 1956