Scegliere di andare dallo psicologo

Siamo tutti pazzi!

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha sentito il luogo comune che dallo psicologo ci vanno i pazzi! Sarei curioso di chiedere a coloro che la pensano così come si immaginano chi pratica questo “strano” mestiere. Forse se lo raffigurano come una Chimera dalle mille forme, un po’ indovino, un po’ cartomante…o forse come un essere che scava nel nostro cervello, strappandoci pensieri o ricordi che volevamo rimanessero nascosti? Per noi è facile, al giorno d’oggi dire che non è così, ma proviamo ad immaginare cosa penserebbe la generazione dei nostri nonni e in parte anche quella dei nostri genitori. Allora cos’è cambiato? Cosa sta cambiando? Sicuramente è un fatto culturale e senza dubbio è aumentata la conoscenza su questo argomento, fatto sta che tutto questo ha portato la nostra generazione e quelle future ad avere la possibilità di una nuova scelta! Anche oggi, però, questa scelta non è sempre facile da prendere. Facciamo un esempio: Carlo sta comodamente seduto sul divano di casa sua a vedere un film, ad un tratto il respiro si fa affannoso, il battito cardiaco aumenta e comincia a sudare freddo. “Cosa mi sta succedendo?” è il primo pensiero che gli passa per la testa e la risposta più facile e scontata è “sto per morire”. Dopo una decina di minuti tutto passa, ma l’ansia resta per quella sensazione inspiegabile mai provata in precedenza.

Edward Hopper, Morning Sun

Nei giorni che seguono Carlo prenota tutte le visite mediche del caso, ma…i valori sono ottimi, fisicamente tutto ok! A quel punto si sente sollevato perché le analisi sono buone, ma ancor più sconcertato per non poter dare una spiegazione razionale a ciò che è successo. È difficile accettare ciò che non riusciamo a capire, soprattutto quando ci riguarda personalmente, e per questo non c’è età o generazione che tenga. Carlo adesso però ha una scelta: ignorare ciò che gli è successo nella speranza che non avvenga ancora, o provare ad iniziare un percorso psicologico per aiutarlo a conoscersi meglio. Questo è solo un esempio degli innumerevoli casi che possono portare una persona a decidere di andare dallo psicologo. Un individuo può essere più o meno motivato a partecipare ad un colloquio e più o meno consapevole di ciò che lo attenderà nel momento in cui farà una scelta del genere, ma sarà il tipo di relazione che si instaurerà con lo psicologo che lo porterà a conoscere il suo particolare ed unico modo di usare la propria mente. Il termine “relazione” è importante proprio perché pone l’accento sul fatto che ogni conquista si raggiunge attraverso lo scambio tra le due persone coinvolte e non che con la sola imposizione delle mani lo psicologo “guarisce” il paziente, come fanno alcuni santoni. 

Pertanto può anche avvenire, e molto spesso è proprio quello che accade, che nel momento in cui decidiamo di andare dallo psicologo ci troviamo in una fase di confusione sia per quanto sta accadendo nella nostra vita, sia per il tipo di scelta che stiamo per prendere. Perciò quello che ci aspettiamo dallo psicologo è che ci aiuti a dissipare la nebbia in cui ci troviamo e soprattutto che comprenda come ci sentiamo. Probabilmente, anche se siamo stati sempre ben disposti nei confronti di chi ci raccontava di andare dallo psicologo, quando succede personalmente di dover fare questo tipo di scelta, una piccola parte di noi si ripete “io non sono pazzo!”                                                                 

Morning Sun, Columbus Museum of Art

Non è sempre così, ovvio, ma è frequente che vi sia una tempesta emotiva mentre ci accingiamo ad andare per la prima volta dallo psicologo, o ancora prima quando lo chiamiamo per fissare un appuntamento, perché in quel momento affidiamo i nostri problemi, le nostre speranze, i nostri segreti in mano ad un “estraneo”. Riuscirà a capirmi? Avrò scelto quello giusto? Sarà meglio una donna o un uomo per me? Mille dubbi, mille domande e tante emozioni, che trovano risposta solo quando siamo lì, faccia a faccia con lo psicologo, scoprendo presto o tardi che forse quello di cui avevamo bisogno era proprio l’estraneo con la capacità di comprenderci senza giudicarci. Con questo non intendo dire che andare dallo psicologo è una tappa che tutti dobbiamo per forza fare nella nostra vita, ma che è una scelta che andrebbe presa senza pregiudizi, perché se una persona che decide di farsi aiutare in un momento complesso della propria vita viene etichettata come “pazza”, allora per quanto mi riguarda…siamo tutti pazzi!

 

Dott. Andrea Rossetti

 

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Per approfondire:

 

Grasso M. (2010). “La relazione terapeutica”. Bologna: Il Mulino ed.

 

Pennella A.R. (2008). “L’interazione clinica”. Milano: FrancoAngeli ed.